Le carte da gioco

Il progetto rielabora le cinquantadue carte francesi mantenendone la piena usabilità. Ogni carta è reinterpretata
attraverso un animale disegnato a mano, associato ad uno spazio architettonico milanese. Tutte le carte sono
disegnate a mano cura, comunicando attenzione e dimensione artigianale e unicità.

L’ animale è rappresentante di un comportamento e una personalità

L’elemento architettonico richiama i luoghi della socialità

Questa rappresentazione ibrida diventa un innesco di conversazione. I giocatori riconoscendosi sulle personalità
animali ed i loro comportamenti innescano riflessioni spontanee su come si vive lo spazio pubblico, su cooperazione,
orientamento, conflitto e convivenza. Le carte in questo modo si scollano dalla loro funzione principale di strumento
ludico e fungono da dispositivo interpretativo che stimola dialogo e consapevolezza.

Jack di picche

Il barbaggianni simboleggia la capacità di osservare e comprendere
profondamente il contesto, cogliendo dettagli che sfuggono agli altri
e intervenendo solo quando necessario. È associato a chi sa
ascoltare, interpretare e anticipare dinamiche complesse. Il gufo
sulla Fontana di Piazza San Babila, opera di Luigi Caccia Dominioni,
rafforza questa metafora: rappresenta la lettura attenta dei ritmi
urbani e invita alla riflessione e all’incontro.

Re di picche

Il gorilla incarna la forza che sostiene: una presenza stabile che tiene insieme il gruppo senza imporsi. È l’animale che osserva, protegge e modera, intervenendo quando serve con equilibrio. Nella città rappresenta chi contribuisce alla coesione dei luoghi e al mantenimento di un clima piacevole ed equilibrato. Il gorilla riflette silenzioso nella fontana dei Bagni Misteriosi di Giorgio de Chirico: uno spazio pensato per incontro, gioco e convivenza, proprio come il ruolo che il gorilla svolge nel mazzo.

Donna di cuori

Il pavone è simbolo di presenza visibile: comunica attraverso forma, colore e apertura, affermando la propria identità. Nel comportamento urbano rappresenta chi porta qualità, cura e carattere nei luoghi, contribuendo alla loro riconoscibilità. L’elemento architettonico associato richiama una chiesa progettata da Gio Ponti, caratterizzata da geometria, verticalità e leggerezza. Come il pavone, questa architettura si afferma con un linguaggio chiaro e distintivo, diventando un inaspettato “momento” di eccezionalità all’interno dello spazio urbano

Tre di quadri

La rana rappresenta l’adattamento rapido: una presenza elastica che
alterna attesa e slancio, capace di cambiare direzione senza perdere
equilibrio. La rana racconta di chi sa muoversi tra “soglie” urbane con
leggerezza, tessendo nuove relazione ma sempre pronto a ripartire.
La narrativa prende forma nel complesso abitativo Monte Amiata di
Aldo Rossi e Carlo Aymonino. L’architettura solida del complesso
diventa nella carta la controparte stabile della rana: dà ordine e
continuità, la rana l’attraversa con agilità. Insieme raccontano un abi-
tare fatto di permanente e temporaneo del vivere contemporaneo.

Asso di picche

La giraffa rappresenta uno sguardo ampio e paziente sulla città, capace di unire persone e luoghi lontani con chiarezza. Simboleggia l’abilità di orientarsi tra i flussi urbani mantenendo una visione d’insieme e di guidare le relazioni con calma. I richiami architettonici, la Galleria Vittorio Emanuele II e la fontana nei Giardini Falcone e Borsellino, incarnano rispettivamente l’orientamento e la pausa, in dialogo con le qualità della giraffa

Jolly

Il jolly simboleggia l’imprevisto che anima la città, attraversando ruoli e creando connessioni inattese. È la metafora di chi trasforma lo spazio comune in luogo di scambio e sorpresa. Quattro simboli milanesi lo rappresentano: il Cinema Arlecchino, lo scivolo e l’Upside Down Mushroom Room di Carsten Höller, e l’Ago, Filo e Nodo di Gae Aulenti. Insieme, definiscono il jolly come la carta che riattiva la città.
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