Le carte da gioco
Il progetto rielabora le cinquantadue carte francesi mantenendone la piena usabilità. Ogni carta è reinterpretata
attraverso un animale disegnato a mano, associato ad uno spazio architettonico milanese. Tutte le carte sono
disegnate a mano cura, comunicando attenzione e dimensione artigianale e unicità.

L’ animale è rappresentante di un comportamento e una personalità

L’elemento architettonico richiama i luoghi della socialità
Questa rappresentazione ibrida diventa un innesco di conversazione. I giocatori riconoscendosi sulle personalità
animali ed i loro comportamenti innescano riflessioni spontanee su come si vive lo spazio pubblico, su cooperazione,
orientamento, conflitto e convivenza. Le carte in questo modo si scollano dalla loro funzione principale di strumento
ludico e fungono da dispositivo interpretativo che stimola dialogo e consapevolezza.
Jack di picche
Il barbaggianni simboleggia la capacità di osservare e comprendere
profondamente il contesto, cogliendo dettagli che sfuggono agli altri
e intervenendo solo quando necessario. È associato a chi sa
ascoltare, interpretare e anticipare dinamiche complesse. Il gufo
sulla Fontana di Piazza San Babila, opera di Luigi Caccia Dominioni,
rafforza questa metafora: rappresenta la lettura attenta dei ritmi
urbani e invita alla riflessione e all’incontro.
Re di picche
Donna di cuori
Tre di quadri
La rana rappresenta l’adattamento rapido: una presenza elastica che
alterna attesa e slancio, capace di cambiare direzione senza perdere
equilibrio. La rana racconta di chi sa muoversi tra “soglie” urbane con
leggerezza, tessendo nuove relazione ma sempre pronto a ripartire.
La narrativa prende forma nel complesso abitativo Monte Amiata di
Aldo Rossi e Carlo Aymonino. L’architettura solida del complesso
diventa nella carta la controparte stabile della rana: dà ordine e
continuità, la rana l’attraversa con agilità. Insieme raccontano un abi-
tare fatto di permanente e temporaneo del vivere contemporaneo.
Asso di picche
Jolly